12 Dic. 2007

buon compleanno Eduard

Edvard Munch (Løten, 12 dicembre 1863 – Ekely, 23 gennaio 1944).
 
L’urlo (1893) è probabilmente la sua opera più conosciuta. Come in molti casi delle sue opere, ne ha dipinte molte versioni (tra cui una esposta alla Galleria Nazionale di Oslo ed una, rubata e poi ritrovata, nel museo Munch, sempre ad Oslo).

Le angosce e i disagi esistenziali dell’artista, provato fin da piccolo da numerosi lutti familiari, vengono espressi mediante l’uso di colori violenti e irreali, linee sinuose e continue, immagini deformate, consumate dal tormento interiore. L’artista ha una visione della realtà profondamente permeata dal senso incombente e angoscioso della morte. In quest’ottica anche l’amore è visto come l’affiorare di un’animalità primitiva e insopprimibile e la voglia di annullarsi uno nell’altro viene ancora una volta letta come espressione di morte. La donna è per Munch qualcosa di diabolico, vampiresco, finto. Non riesce a vivere l’ amore come qualcosa di vero e positivo, da qui la trasposizione sui colori violenti; i capelli delle donne sempre simili a trappole che avvinghiano l’ uomo mostrano la sua paura, la sfiducia verso il mondo affettivo, l’ idea di una donna falsa e cattiva.

By Manu | Posted in Senza categoria, style | Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.



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